La bottega di kit
La gioventù deve fare semplicemente ciò che pensa, l’importante è che non smettiate di essere giovani. {Che Guevara}

Facilitarsi la vita con poco

Oggi ho deciso di fare un po’ di autopromozione all’iniziativa “didattica” che stiamo portando avanti il mio amico Priel ed io, per facilitare la comunicazione all’interno della nostra facoltà.

Come penso ben sappiate io sono al primo anno di Psicologia all’Università di Trieste. Come penso tutti gli studenti universitari abbiamo riscontrato una totale mancanza di comunicazione tra professori e alunni. L’idea ci è balenata seguendo quel corso, di cui avevo già parlato, dove c’era la possibilità di comunicare con i professori anche tramite forum. A fronte di un sito di facoltà davvero scadente, dispersivo e poco funzionale (usabilità meno 10 in poche parole), abbiamo deciso di formare un gruppo su GoogleGroups per noi studenti, in modo tale da fornire anche ai professori un mezzo di comunicazione semplice e immediato. Abbiamo creato un indirizzo mail pubblico per tutti i professori attraverso il quale possono scrivere all’indirizzo mail del gruppo e quindi comunicare con noi. Il gruppo è settato come privato per motivi di gestione.

L’iniziativa sta riscuotendo parecchio successo, infatti siamo in 100 (cioè praticamente tutti i frequentanti del primo anno), i professori mandano slide, programmi di conferenze o semplicemente avvisi su modifiche di orario o esami, e noi abbiamo un mezzo intuitivo e veloce per comunicare tra di noi.

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kit vs google

Non è una bella sensazione (per un blogger almeno, e quindi anche per me) entrare nella lista nera di Google. Anche perchè una gran quantità di visite (escluse naturalmente quelle degli abituè) proviene dalla ricerca della parola “kit” su Google. In preda alla disperazione e dopo aver perso ore a cercare cosa Google e i suoi strumenti per webmaster (mi sono sentito importante per 5 minuti) volessero da me, mi sono deciso a contattare Davide (oramai un faro in mezzo al mare tempestoso del blogging&affini). Sembra che il problema sia un problema di hackeraggio. Infatti mi sono trovato stringhe di codice sospetto (analizzando la sorgente delle pagine web segnalate da Google come portatrici di badware) all’interno di post (per l’esattezza 2) che evidentemente rimandavano ad un sito criminoso. Se, non ve lo auguro, capiterà anche a voi date un’occhiata al post Malware su Wordpress. Il codice è proprio quello segnalato da Daniele Imperi nel suo post. Posso dire con orgoglio d’esser uscito dal tunnel :P .

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