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Dichiarazioni “politiche” inutili

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Pretendiamo “conoscenza” da parte dei cittadini, quando i loro rappresentanti sono i primi a farsi portatori di illazioni inutili e populiste:

[...]  le risorse (destinate ai rifugiati) sono trasferite ai soggetti che di fatto assistono i rifugiati, dando origine a un volume d’affari che è difficile da controllare e spesso offre lo spunto per speculazioni. [...]

Everest Bertoli

Non so se dichiarazioni del genere meritino denunce, ma che associazioni senza scopo di lucro quali l’ICS possano solo lontanamente pensare alla speculazione, beh penso sia quanto mai oltraggioso. Suggerisco al consigliere di passarci un paio di giornate in ufficio, così forse potrebbe capire che non c’è nemmeno il tempo per pensare al lucro e alla speculazione, oltre di base, a non esserci la volontà.
Sarebbe anche il caso di smetterla con alzare polvere sul fatto che bisognerebbe “prendersi cura degli italiani prima”. Sono d’accordo con il fatto gli italiani sono completamente abbandonati  a sè stessi, ma i migranti non “rubano”  risorse agli italiani; l’assistenza ai migranti è  obbligatoria per accordi internazionali ed è gestita interamente dal ministero dell’interno.
Infine, a chi so chiede il perché dalle zone di guerra arrivano solo “giovani aitanti” e non famiglie bambini e anziani, consiglierei di informarsi sulle difficoltà che devono affrontare durante il viaggio e magari, un giorno, provare a parlare con uno di loro e chiedergli di raccontare la sua storia: c’è un numero “rilevante” di rifugiati a Trieste. Inoltre, giusto per chiarire, di famiglie ne arrivano, con diversi figli piccoli a carico (anche creature di pochi mesi) e donne incinte, ma non si fermano qua e continuano caparbiamente il loro viaggio verso il Nord Europa. Molti “giovani aitanti” tra l’altro hanno moglie e figli nei loro paesi con cui aspettano di ricongiungersi.
Sarebbe quantomeno corretto evitare di dare aria alla bocca senza conoscere la situazione, specialmente se si è personaggi pubblici e magari opportuno sfogliare il vocabolario e consultare la definizione della voce “integrazione” evitando invece di gettare benzina sul fuoco del malcontento.

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La “giusta” politica di chiusura delle frontiere

Mare chiuso è un documentario uscito nel 2012 e racconta la storia di alcuni profughi eritrei che tentarono di arrivare in Italia via mare. La testimonianza delle donne e degli uomini respinti durante la fase in cui noi italiani avevamo deciso di non soccorrere ma di fare la voce e il petto grosso, alzare la coda come i pavoni e rimandare tutti al mittente, penso sia alquanto esplicativa.

Inoltre vi allego un’altra infografica di #IoAccolgo, su cui penso sia il caso di riflettere.

 

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Riflessioni a bassa voce sullo strisciante razzismo

E’ un po’ di tempo che in realtà vorrei scrivere qualcosa a riguardo. Soprattutto a riguardo del razzismo strisciante (ma nemmeno troppo) e dilagante che ormai si incontra ovunque. Razzismo che, ne sono sempre più convinto, è dato principalmente da ignoranza. Basterebbe riconoscere che non si sa, senza scagliarsi sul prossimo, di qualunque colore sia la sua pelle.

Sono novello del lavoro, per chi si fosse perso qualche puntata lavoro con Richiedenti asilo politico e Rifugiati politici, ma non solo richiedenti: anche tutti quelli che in Italia non ci vogliono stare, che passano per le nostre terre per andare altrove, che si fermano un paio di notti per poi rimettersi nella mani di altri trafficanti, che li svuoteranno degli ultimi soldi che hanno per portarli nel nord Europa. Donne, uomini, bambini, famiglie intere, anziani e adolescenti che affrontano quel mostro e cimitero che è il nostro Mar Mediterraneo. Quindi non richiedenti, dato che non richiedono un bel nulla, ma piuttosto li chiamerei migranti, coraggiosi.

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Cherso 2014

Un po’ in ritardo, un po’ di foto della settimana di questo 2014 trascorsa a Cherso. Le ultime due invece sono state scattate a Buzet, tornando a casa.